roots.

roots manuva.

Parlare di Roots Manuva è parlare di una delle icone, forse del capostipite, di quello stile che passa sotto il blando nome di UK Hip-Hop. Da Sempre il Regno Unito è stato fucina di ibridazioni, di musica nera che arrivava e a Londra prendeva piede respirando il sound europeo in un meltin-pot di culture e influenze che hanno dato via a pietre miliari della musica tutta come la Trojan Records casa madre e archivio infinito per la musica nera di origine centroamericana.
Questo è lo scenario da cui tra origine il suono di Rodney Smith da Stockwell, un miscelare le sonorità del reggae, del dub e dell’elettronica con il linguaggio del rap creando qualcosa di assolutamente unico. Cresciuto da genitori di origine Jamaicana fra i soundsystem della zona sud di Londra Roots Manuva si impone alla fine degli anni novanta come una delle menti più creative della scena europea.
Forse troppo distante dal grande movimento hip-hop mondiale Roots Manuva è sicuramente una delle cose più positive e assolutamente autoctone che si sono sviluppate nel vecchio mondo, distante dalla deriva gangsta (o club) che ha preso piede negli USA ma meno radicale nelle scelte rispetto a etichette come la Anticon la musica di Smith riesce a fondere la tradizione nera con il suono urban della metropoli londinese senza uscire dai binari ma creando al loro interno un nuovo ramo, profondo.

Due i dischi più interessanti più un terzo prodotto che dovrebbe essere una raccolta di scarti e remix ma che si presenta piena di pezzi degni di nota:

brand new second hand.

Brand New Second Hand (1999, Big Dada)

Il verbo è il Dub e le sonorità jamaicane figlie dei soundsystem che tanto influenzarono il giovane Rodney. Dub elettronici, cadenzati, pesanti su un rappato tradizionale ma profondamente black, lento e inesorabile che fende i beats come un machete nella giungla urbana.

awfully deep.

Awfully Deep (2005, Big Dada)

Una virata più elettronica, un suono sempre caldo e profondo, un rappato granitico, un passo in avanti, magia come sempre.

alternately deep.

Alternately Deep (2006, Big Dada)

Scarti dal disco del 2005, remix, b-sides, tutte bellissime. Un nuovo disco pieno di piccole bellissime gemme.