you are never alone.

Forse non avevo posto troppa attenzione alla musica di Vic Chesnutt, di sicuro non era il momento giusto per godere di questi suoni, forse era il clima o semplicemente l’attenzione in un estate senza troppa voglia di soffermarsi a pensare.
Ma la musica che ami è come una persona a cui sei legato e lo sarai sempre, rispunta prima o poi quando meno te lo aspetti, torna a farti innamorare, a inebriarti o a ricordarti momenti belli o tristi, gioiosi o malinconici. Sì perchè North Star Deserter (2007, Constellation) non è neanche finito che è già nella scatolone della musica unica, mia, intoccabile, cose del cuore forse. Vibrante e tesa in malinconia, forza a tinte scure, delicata e sospesa la voce di Vic fra chitarre semplici e spunti estremi dilatati nella lentezza dei pensieri e delle giornate. Perchè sono suoni dell’anima, profondi e unici come le sensazioni che l’uomo prova nella sua vita, delicate come un campo di fiori o dissonanti e rumorose come un temporale, a tratti distanti come l’incomunicabilità, tutte terribilmente umane e per questo nostre.
Perchè il cantautorato americano tocca le corde profonde, come il folk, come tutto ciò che viene da una chitarra e una voce in inglese che ha voglia di raccontare la vita, i suoi attimi e le sue sospensioni, le sue gioie e le sue lente riprese, il sole e i colori che percepiamo, la felicità e l’odio, l’imcomprensione e l’amore.. e io amo perdermi in tutto ciò, nella voce di Vic e nel suono di una chitarra a tratti lontana, a tratti vicina.
Filo 8:54 am on Aprile 20, 2008 Permalink |
Emozionante nel vero senso della parola, ti smuove tutto quello che hai dentro con quel canto sciolto, che girovaga intorno alla melodia senza mai venirne imbrigliato. Alla fine di “You are never alone”, quando recita “It’s ok, you can be forgiven” son sempre a un passo dal mettermi a piangere.