night time stories.

La House indefinibile, potente, senza limiti ne barriere, esplosiva, colorata. Robert Owens è da sempre una voce, un anima di tutto ciò, uno che la House ha contribuito a renderla paradiso, inferno, apoteosi sensitiva. Nelle tenebre di un elettronica sempre più clichè la luce del suono che fu leggenda, l’immortalità.
Perchè è questo che rappresenta “Night Time Stories” (2008, Compost) nuovo disco di Owens uscito dopo anni di relativo silenzio passati a curare la propria libreria, quando la House sentiva i propri discepoli perdere la strada ci ha inviato ancora una volta un pastore a ricondurci nel gregge. Nella noia del suono minimale (da cui si salvano pochi e sparuti produttori) il ritorno delle sonorità storiche, delle vocali tremendamente chicago, dei sintetizzatori urlanti e avvolgenti nell’eterno rito tribale che da sempre ha reso la house americana adrenalina pura.
Perchè dall’intro all’outro e forza pura che si materializza in brani di ampio respiro dall’appeal unico su cui trionfa un immensa New World capace di iniziare con una cassa micidiale e poi lanciare lo spirito nell’immensità di un ora avvolgente come da molto tempo non capitava di sentire su un disco. La mano della vecchia scuola si destreggia inimitabile come la bacchetta di uno stregone, il disco suona fresco quanto aggressivo; se con “No Politics” Quentin Harris aveva messo i paletti del nuovo sound di NY questo “Night Time Stories” è il regalo di Owens al mondo, una luce mai così importante.
ID 5:03 pm on Febbraio 18, 2008 Permalink |
ma non ti sei un po’ scocciato di seguire/emulare zingales? senza cattiveria ma i tuoi numeri ce li hai.
astrodomini 5:12 pm on Febbraio 18, 2008 Permalink |
se consiglia dischi di questo spessore no di certo!
comunque non credo di emularlo ma piuttosto di condividere con lui una passione per certa house e se un disco è incredibile ne parlo, zingales o non zingales.
piuttosto ci sono tanti dischi di cui non ho ancora parlato per mancanza di tempo che con zingales c’entrano davvero poco. continua a leggere e vedrai..
ID 5:41 pm on Febbraio 18, 2008 Permalink |
ciao, sei stato carino a non imbufalirti: ho riletto il mio commento ed era in effetti un po’ caustico. troppo netto. volevo dire semplicemente che mi capita ognitanto di venire su questo blog e noto una certa vicinanza con zingales quando si parla di musica non solo sui dischi scelti ma anche su un certo uso della metafore, su una certa “filosofia” della musica house (come entità estetica ineffabile, come musica che preserva una certa idea di salvazione “nera”) ecc..ecc… ma mi pare che tu abbia molta stoffa e sai coinvolgere il lettore nelle tue passioni ecco perchè il commento. perdona il tono comunque e continuerò a leggerti con il consueto piacere.
astrodomini 7:10 pm on Febbraio 18, 2008 Permalink |
macchè imbufalirmi, le critiche mi fanno più piacere dei commenti positivi!
per il resto non sono un grande ammiratore dello zingales scrittore quindi penso che le parole siano tutte farina del mio sacco, la visione della house è innata in me da tantissimi anni e credo che la percepisca in maniera molto simile allo zingo (ed è qui secondo me la sola somiglianza, la percezione). ritorna quando vuoi, la cosa mi farebbe molto piacere.
Chengtu 12:59 am on Giugno 19, 2008 Permalink |
Somehow i missed the point. Probably lost in translation
Anyway … nice blog to visit.
cheers, Chengtu.