Ormai da queste parti scrivo pochissimo e quando scrivo è sempre per parlare delle stesse cose, dopo una primavera decisamente impegnata un estate che per ora si preannuncia ballerina. Per fortuna che ad allietare giornate di studio, caldo e qualche volta divertimento ci pensa il nuovo stupendo gioiello firmato Will Oldham, uno che letteralmente non sbaglio un disco.

Ricordo ancora i tempi dei primi contatti, un articolo su Uncut e un istantanea repellenza per la sua aria da paffuto e noioso cantautore. Forse ero troppio giovane, forse ero semplicemente troppo stupido. Il ritorno di fiamma due anni dopo grazie a una canzone illuminante anche se scura, tetra quanto immensa nel suo non avere confini ed essere una delle cose più commoventi e profonde che abbia mai ascoltato: I See A Darkness (dall’omonimo disco uscito nel 1999). Da quella canzone e da quel disco fu amore, puro. Una riscoperta frenetica del materiale inciso, ogni nota e ogni parole una passione che cresceva, in pochi mesi Will Oldham è diventato per me uno dei pochi punti fermi musicali.

Punto fermo con la sicurezza di una continuità qualitativa incredibile, un disco dopo l’altro senza calare mai, canzoni stupende che fanno seguito a canzoni stupende ed emozioni che sembrano non trovare fine. La bellezza di ascoltare per la prima volta Lie Down In The Light (uscito recentemente su Saddle Creek) un momento di rara pace interiore, la sicurezza di tornare a casa e trovare le solite cose, ordinarie quanto teneramente normali ma allo stesso tempo belle. Canzoni che si snodano in un territorio cantautorale prettamente americano, che strizza l’occhiolino al country e a suoni tradizionali e profondamente ancorati in un retroterra recente quanto fondamentale. La voce a disegnare canzoni magnifiche che si muovono fra strutture semplici, atmosfere intime e melodie mai così azzeccate e avvolgenti (qua e la coadiuvate da una voce femminile che le rende ancora più incisive). Cose che colpiscono nel cuore, rendono la notte e il suo silenzio qualcosa di ancor più speciale, un mondo che sento fortemente mio e che riesce a donare gioia in un mondo in cui ne abbiamo tutti terribilmente bisogno.